IL RUOLO FUNZIONALE DELLA POSTURA

Analizzare il concetto di postura risulta essenziale per comprenderne l'utilità funzionale. La

postura infatti esprime una funzione pratica: l'anatomia del sistema posturale costituisce un

elemento di supporto, sostegno, protezione e consente di esplicare funzioni fisiologiche

complesse attraverso l'integrazione di sistemi diversi. La postura rappresenta l'insieme globale

di tutti gli atteggiamenti messi in atto dal corpo umano allo scopo di mantenere l'organismo in

una condizione di equilibrio biomeccanico nello spazio che lo circonda.

 

Sostanzialmente le ragioni che consentono l'adempimento di una determinata disposizione corporea risiedono nei

meccanismi della contrazione muscolare e, quindi, nel meccanismo di modulazione del tono.

Essenziale è il compito svolto dal SNC, attraverso il quale l'organismo è capace di rispondere

a stimolazioni endogene, provenienti da enterocettori, ed esogene, provenienti da esterocettori,

per mezzo di precisi meccanismi di comunicazione a feedback, utili all'autoregolazione del

corpo, ciò sempre in relazione ad una schema biomeccanico di partenza che rappresenta

l’elemento costituente essenziale di un biotipo posturale. La postura, che abbia essa

caratteristiche normali o alterate, è una condizione messa in atto da qualsiasi essere umano e

da un punto di vista prettamente utilitaristico si potrebbe definire come uno strumento le cui

funzioni prevedono un ruolo biologico e sociale. Tale concezione rende evidente il ruolo che la

postura assume in un contesto che esula dal classico, seppur fondamentale, scenario clinicoapplicativo.

Di fatto l'uomo vive in una realtà sociale caratterizzata da interazioni di natura

diversa: l'uomo con la sua postura esprime se stesso, i suoi punti di forza e i suoi punti deboli,

la capacità di porsi, di relazionarsi, di vivere la quotidianità in funzione delle proprie necessità

e possibilità, nel contesto professionale e in quello ricreativo.

 

 

Per questi motivi gli atteggiamenti posturali riflettono l’essenza dell’io che, ripercuotendosi sul piano somatico,

danno origine a ciò che si esteriorizza e quindi a ciò che si manifesta nell’evidenza. La postura

può esprime non solo disturbi sul piano esclusivamente somatico, ma anche su quello psichico

mettendo in risalto contrasti interiori, paure e sofferenze. L’essere irascibili come l’essere

imperturbabili, costituisce, in funzione di ciò che si sta affrontando, un cambiamento somatico

che trae origine dall’immagine che si ha di sé e del mondo circostante. La percezione della

realtà individuale in relazione alle proprie emozioni e alle necessità proprie ed altrui,

proiettano l’uomo nella società quale contenitore di stili e modi di vivere che richiedono

adattamenti psicofisici ricorrenti. Gli atteggiamenti posturali descrivono l’esperienza che si sta

vivendo: trattenere uno sforzo, ad esempio, prevede una serie di gesti controllati

volontariamente, ma che nascono dall’interpretazione di ciò che stiamo vivendo anche

attraverso l’essenza dell’inconscio. La postura condiziona il movimento e questo costituisce

l’elemento attraverso cui è possibile la percezione del proprio corpo. In definitiva il valore

biologico e sociale che la postura riveste è oggetto di una continua e progressiva interazione

tra mente e corpo che si modella sulla base del progresso dell’uomo.

 


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