I traumi della nascita

I traumi della nascita

Durante gli studi effettuati, Viola Frymann ritiene che gli strain muscolo-scheletrici cau- sati dal parto possono causare nel neonato vari problemi e che vanno riconosciuti e curati nell’immediato post-partum. Il cranio del neonato è strutturato in modo tale da facilitare il parto e per non recare danno al cervello. Nonostante ciò la testa subisce alcune lesioni e sono maggiori di quanto la gente possa credere. In un suo studio condotto su 1250 neonati, dimostrò che il 10% aveva subito delle lesioni importati.

 

 

Invece gli strain membranoso-articolari erano presenti nel 78% dei bambini rimasti. Molti potranno chiedersi: ma quanto sono importanti questi strain membranoso-articolari?

Frymann risponde alla domanda collegandosi ai problemi più comuni dei neonati, come la difficoltà nella suzione, vomito, tensione nervosa e respirazione irregolare, che possono essere risolti appena si correggono questi strain.

In bambini con problemi di apprendimento o di comportamento vengono spesso riscontrati questi strain. Secondo Frymann, anche le allergie possono risalire agli strain muscolo-scheletrici prodotti al momento del parto, come la scoliosi vertebrale è, in molti casi, la conseguenza della scoliosi cranica che si verifica durante la nascita.

Riconoscere e curare il malfunzionamento del maccanismo cranio sacrale durante il periodo post-natale rappresenta il miglior momento per prevenire i disturbi futuri al neonato. Come sostiene Viola Frymann, è importante capire i meccanismi di come si crea uno strain iniziando dal parto.


Il cranio del neonato è malleabile per affrontare il parto e proteggere il cervello. Prima della nascita, il bimbo è in posizione di flessione completa verso il bacino della madre. Durante le contrazioni, il bimbo è condotto dall’inclinazione del piano pelvico materno nella linea mediana intorno alla sinfisi pubica mediante un processo di estensione della testa. Questo movimento è importante per la respirazione.

 

Il primo pianto e il primo respiro servono ad estendere il meccanismo cranico e per ripor- tare le ossa e le membrane alla loro normale fisiologia. Però queste circostanze ormai sono veramente poche perché in seguito a vari fattori, come un’insufficiente alimentazione della madre, l’abuso di sostanze stupefacenti o farmaci, l’inadeguata preparazione al parto da parte dell’ostetrico impaziente, riducono la possibilità di evitare gli strain. Anche le problematiche strutturali del bacino materno sono un fattore di rischio. In queste circostanze sarebbe importante eseguire un parto cesareo, ma le forze compressive avranno già causato i primi strain. Anche in presenza di gemelli che tendono a sforzarsi reciprocamente per nascere, può provocare una tensione reciproca in uno o in tutti e due ancor prima di nascere.

A seconda di come è avvenuto lo strain, possiamo trovare deformazioni craniche impor- tanti. Anche i nervi spinali ne risentiranno causando quei problemi che vengono considerati normali. Per esempio: la compressione condilare bilaterale può provocare un tipo di strain deformante della base cranica, che produce uno strain verticale fra l’occipite e lo sfenoide. A questo problema può essere non solo associato un malfunzionamento vagale, ma anche spasticità insonnia e pianto eccessivo.


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